Blue River

Quarto anno di pensieri & parole in libertà. Partendo da un vecchio disco che mi illuminò tanto, tanto tempo fa...
In pieno italian-style: QUESTO BLOG NON RAPPRESENTA UNA TESTATA GIORNALISTICA IN QUANTO VIENE AGGIORNATO SENZA ALCUNA PERIODICITA'. NON PUO'PERTANTO CONSIDERARSI UN PRODOTTO EDITORIALE EX L.62 7/3/2001.
Per contattarmi: rivedelfiume@tiscali.it

lunedì, 19 maggio 2008
Mind crimes

Ogni tanto si parla, su queste rive, della cattiva televisone: ultimamente, al già basso livello generale, si aggiunge una ridda di telefilm (anzi, serial) americani  che non si possono definire nè brutti, nè fatti male (anzi, sono prodotti di alto livello, un cui singolo episodio costa come una pellicola di produzione medioalta del nostro cinema).
Il problema è che, alla fine, sono tutti uguali per almeno il 90 per cento di scene e situazioni.
Per dire:

 

 

A proposito, ma questa settimana che fine ha fatto “24”?

(Para)noia di: Masso57 a 19/05/2008 10:15 | post e commenti | commenti (44)

giovedì, 15 maggio 2008
Le interviste impossibili/ Robes(de)pierre

“Il governo rivoluzionario è il dispotismo della libertà contro la tirannia”
[da un discorso alla Convenzione del 17 piovoso anno II]

“Quindi, caro il mio re Luigi, lasci che anche oggi - con il sorriso sulle labbra, ma sempre a testa alta - le diciamo: «noi no, noi della Francia dei Valori non abbocchiamo!» Noi della Francia dei Valori non intendiamo cadere nella tela del ragno che lei, ancora una volta, sta tentando di costruire con pacche sulle spalle, come ha detto lei: «volemose bene, va' che ce la famo». Lo dica agli altri, non lo dica a noi della Francia dei Valori! Infatti, noi della Francia dei Valori abbiamo memoria e soprattutto non intendiamo perdere la memoria.

[dal discorso all’Assemblea del 14 uggioso anno XV]

 


Senatore Robes(de)pierre, buongiorno!

Buongiorno a Lei.  Non mi faccia incazzare, però...

Ha la mia parola. Lei è considerato uno dei principali protagonisti della Rivoluzione francese e il più importante esponente del regime del Terrore.
Giovanotto, la Francia dei Valori nasce dalla mia entrata in politica come deputato del Terzo Stato per il Collegio Elettorale del Moujel: e ricordo che in seno all'Assemblea ed al Club dei Giacobini ho svolto una attività eccezionale, con centinaia di discorsi e di interventi, senza mai perdere l'occasione di mettermi in evidenza. Sono odiato e temuto ma, nello stesso tempo, rispettato come uomo "virtuoso e incorruttibile". Non come a quello……

Quello chi,mi scusi?
Quello, quello, Luigi XVI, che il mio amico Rousseau definisce non come un re dispotico e tirannico, la zampa di lupo travestito da agnello: lui lo chiama “principale esponente della parte a noi avversa”, noi della FDV lo chiamiamo “fetentone”.

Posso chiederle in che rapporti si pone con il Vaticano?
Giovanotto, noi della FDV abbiamo ben compreso sino a che punto il popolo ignorante è avvelenato e pregno delle bugie del clero; noi cerchiamo di neutralizzare tali bugie, proponendo l'alternativa di un culto riferito all'Essere Supremo ed alla Dea Ragione. Lei ricorderà le polemiche con Legrand-Boutille e Marcel Poire, che quando era presidente del club dei Giacobini la polemica fu forte, ma la ghigliottina mediatica di Luigi XVI mi ha privato del tempo necessario per farmi sentire.

Lei è uno strenuo difensore, in seno all’ Assemblea, della libertà di stampa, del suffragio universale e dell'istruzione gratuita e obbligatoria.
La Francia dei Valori ritiene essenziale che ognuno deve scrivere dovunque tutto, che tutti devono poter votare a’mme e che la scuola è la fondamenta di una nazione intera.

Lei è stato consegnato ai posteri come un pezzo di storia della Francia, al suo nome è associata la famosa indagine “Mains Nettes” e i più famosi interrogatori di leader politici, alcuni perfino sulla pubblica piazza. Ad anni di distanza le chiediamo: esiste ancora la corruzione nella politica? I politici di oggi hanno finalmente le “Mains Nettes”?
Credo che la domanda sia un po’ come quella dell’uovo e della gallina. La corruzione c’è e ci sarà sempre, purtroppo. Oggi è un po’ meno sfacciata ma fatta la legge trovato l’inganno, come si dice. Fino a ieri, con il precedente governo monarchico, nella PA si elargivano consulenze milionarie a destra e a manca e secondo lei quelle non sono tangenti mascherate? Noi di FDV abbiamo cercato di mettere un tetto sia agli stipendi dei manager sia a queste cifre spaventose che vengono pagate per le consulenze. E non è che ci siamo riusciti tanto.

Oltre al suo modo di accusare i politici ante 1789 di molti reati infamanti, lei fu notato all’epoca per un inconsueto, a quei tempi, uso del personal computer. Oggi è uno dei pochi leader politici ad avere un “vero” diario pubblico e recentemente è andato alle cronache per aver pubblicato su ToiTubes un video di una seduta del Comitato di Salute Pubblica.
Per noi di FDV è importante comunicare direttamente con i cittadini, senza filtri. La rete è un mezzo per conoscere e tenersi aggiornati. Ed è ciò che, a mio avviso, farà fare un salto evolutivo nel modo di comunicare fra le persone, se lo si saprà usare bene.

Due domande su due temi caldi: se Lei avesse il potere di legiferare da solo, quale legge scriverebbe per prima?E possiamo ancora considerarla amico di Walter Rousseau?
Noi della FDV vogliamo una legge, quella che impedisce a Luigi XVI di invadere tutte le piazze di Parigi coi suoi comizianti, e sancire la ghigliottina a tutti i pregiudicati che siedono all’Assemblea.
A Rousseau, che crede al manovratore Luigi XVI, gli dico che noi della FDV non abbassiamo né la testa né la guardia, non come a lui….

Ultima domanda: qualcuno, anche tra le fila del Club dei Giacobini, ritiene indispensabile una legge contro l’utilizzo delle intercettazioni. Lei cosa ne pensa?
Che seguendo questa logica bisognerebbe punire quelli che estraggono il ferro perché poi ci si fanno le pistole e i cannoni

Ultimissima cosa: ieri abbiamo letto della gaffe del Presidente dell’Assemblea nei suoi confronti. Ce ne vuole parlare?
Noi della FDV ricordiamo a tutti i Francesi che quello è là solo perché è il delfino di Luigi XVI, e quindi non ci azzecca proprio con la democrazia, con la libertà, uguaglianza e fratellanza, e che ha votato tutte le leggi personali del Re: noi della FDV ci batteremo anche fino a farci mozzare la testa, contro questo regime.

(Para)noia di: Masso57 a 15/05/2008 11:55 | post e commenti | commenti (48)

lunedì, 12 maggio 2008
Nomen omen

L'occasione era ghiotta: il ludico Stefano Bartezzaghi ha pubblicato, qualche giorno fa su "Repubblica", un articolo in cui si diverte (e diverte) con l'antica arte dell'anagramma, riferendosi ai nomi dei ministri del nuovo governo. Ridiamoci sopra insieme, prima che ci facciano piangere.....

Umberto Bossi  (sembrò subìto, dal verbo subire...);

Silvio Berlusconi  (che parte da una ribellion su Visco al risultato finale di incoronare Bossi, un re villico);

Gianni Letta (gli antenati, ma anche una tinta genial o tanti in Lega);

Roberto Maroni (bramo e ritorno);

Stefania Prestigiacomo  (mai sprecasti fotogenia);

il ministro Luca Zaia (inizi la maiscoltura!)

Elio Vito (di suo, io levito; altri, invece, direbbero io l’evito)

Claudio Scaiola (caudillo asiaco);

Franco Frattini (offici tran-tran);

Giulio Tremonti (torno: ligi e muti);

Gianfranco Rotondi (Dc: fanno già ritorno?);

Sandro Bondi  (SB, non di rado);

Mara Carfagna (franca, ma agra);

Maurizio Sacconi   (minuzia rocciosa);

Maria Stella Gelmini (il legale amministra);

Ignazio LaRussa  (saziarsi a lungo);

Andrea Ronchi (arrechi danno);

Raffaele Fitto   (offerte fatali);

Renato Brunetta (aberrante un tot);

Giorgia Meloni  (i germogli?A noi!);

Roberto Calderoli (colorito re del bar).

Ecco, rispetto alla passata legislatura manca Rocco Buttiglione (un clerico bigotto); non ci mancherà, ad occhio, solo per l'anagramma....

(Para)noia di: Masso57 a 12/05/2008 09:01 | post e commenti | commenti (62)

giovedì, 08 maggio 2008
ForuMcoli

Qualche annetto fa, ai tempi delle prime navigazioni in Rete, mia figlia si iscrisse al forum di discussione di una rivista per ragazzine, una di quelle che, senza far nomi né denigrare, tutti i mesi regalano il poster del belloccio cine-tv-musicale di turno. Ovviamente, adesso ci ride su: e succede che magari a riderci sopra ci si aggiunga l’anziano genitore che, lungi da voler fare indagini sociologiche, voglia avere un’idea di come questi “bravi giuovini” vivano la sessualità, dato che nel forum c’è una sezione dedicata.

In particolare, mi ha colpito una ragazzina che ha scelto un nick (Disperata) ....come dire….programmatico. Ho seguito cronologicamente i suoi dubbi, ma ditemi che è uno scherzo, vi prego: per capirci, ecco alcune sue perle, ed alcune risposte che si è calamitata addosso (certo che queste fanciulle in fiore, a sessualità saranno magari scarsine, ma a lingua tagliente…).

 

Sono Michela ho 14 anni. L'agosto scorso ho fatto una cosa che non mi perdonerò mai: ho masturbato il mio ex ragazzo. Sto malissimo. Mi sembra di aver commesso qualcosa di imperdonabile e ho vergogna di dirlo.Vorrei poter ritornare indietro per evitare questo sbaglio...ogni giorno chiedo perdono a DIO!!! Ho vergogna di confidarmi, con il sacerdote mi sono già confessata due volte per l'accaduto, ma non sono ancora riuscita a perdonarmi... Cosa mi consigliate?

- Il convento delle 'Santissime Vergini Vecchie Grazie Benedette'

- Un viadotto autostradale...

- E se per caso gliela dai cosa succede? Ti suicidi? Fai così, ammazzati subito.

- Indossa una cintura di castità benedetta dal papa...

 

E' vero che se il ciclo arriva dopo i 14 anni non si possono avere figli?

- Magari...

- No. Però è vero che se arriva un motociclo prima dei 14 vai in galera!

- Naturalmente, e se arriva dopo i 18 anni si acquistano dei superpoteri mirabolanti.

- Allora io che ho avuto il motorino a 16 anni sono sterile???

- Dipende se il ciclo ti investe, e se c'è sopra Gino Bartali...

 

Ho il ragazzo, ma non lo vedo spesso, così mi innamoro sempre di altri ragazzi. È normale?

- Ah, ho capito, sei una zoccola. Sei normale, tranquilla, ne ho viste tante.

- 03478362***

- E' normale che prima o poi il tuo ragazzo ti darà un panino di cazzotti...

 

Ho 14 anni e mi sono sviluppata un anno fa circa. Recentemente però le mestruazioni sono scomparse forse perché, vedendomi grassa, sono dimagrita di 10kg. Secondo voi le mestruazioni torneranno oppure dovrò tornare a pesare come prima?

- Sei sicura che ti sei sviluppata? A me sembri un'idiota totale.

- Tra i 10 kg dei quali sei dimagrita, alcuni erano per caso del cervello?

 

Ho provato a mettere un assorbente interno, ma non sono riuscita a farlo entrare: è perché sono vergine o perché non sono normale?

- Hai provato a toglierlo dalla confezione?

- Cos'è??? Un rotolo di carta igenica?

- Sei sicura di aver beccato il buco giusto?

- Prova col calzascarpe...

 

Tutte le mie amiche hanno un seno abbastanza grosso, mentre io ce l'ho piccolissimo. D'estate mi vergogno più dell'inverno perché in costume si vede di più! Il mio ragazzo mi ha lasciata perché diceva che ero 'piatta'; ho provato a mettermi il cotone idrofilo nel reggiseno, ma si vede. Aiutatemi, sono disperata!

- Telefonami. Se me la dai del seno me ne potrei anche fregare.

- Il seno piccolo e sodo dovrebbe eccitare, scema! L'unica roba piatta è l'encefalogramma del tuo ragazzo...

- Il seno non conta, il tuo ragazzo è un pirla.

 

E' vero che masturbandosi si diventa ciechi? Le mie amiche dicono che è solo una scusa dei genitori per impedirci di farlo, ma io ho letto su di un giornale che è vero perchè ci sono alcune arterie che collegano l'ano alla retina e possono rompersi.

- Mi daresti il titolo del giornale, così evito di comprarlo?

- Ma dove ti infili le dita??

- Le arterie del cervello ti si sono già rotte...

 

Ho sentito dire che se dopo un rapporto sessuale ci si fa una lavanda con la coca-cola non si resta incinta. È vero?

- Attenta a non agitarla troppo però.

- Occhio a non scambiarla con la Pepsi...

- Sì, non rischi di rimanere incinta, a patto che infili tutto (barattolo compreso!).

- Sì...ed è vero anche che se stai nuda in un barile pieno di carciofi in una notte di luna piena ritorni vergine.

 

Scrivo perché ho un dubbio abbastanza imbarazzante: sto con il mio ragazzo da circa 8 mesi e ci amiamo tantissimo. Lui ha 3 anni più di me e molta più esperienza. Recentemente mi ha proposto di fare del sesso orale. Io ho voglia di farlo e mi sento pronta, ma essendo la prima volta ho questo dubbio: dopo l'atto cosa devo farne del liquido spermatico? Va ingerito o sputato? Se si ingerisce è nocivo? E se lo si deve sputare, dove?

- Se lo ingerisci accompagnalo con un buon bicchiere di vino bianco, ma se proprio lo vuoi sputare, conservalo in una scatoletta di vetro ed invialo alla banca del seme...

- Sputalo in faccia a lui.

 

Aiutatemi: ho quasi 16 anni e purtroppo non sono ancora soddisfatta del mio seno. Porto la seconda misura, ma ho i capezzoli molto lunghi e grossi, quasi più del seno. Ho provato a schiacciarli con reggiseni stretti, a lavarli con acqua fredda... ma niente! Ogni estate porto dei bikini imbottiti per coprirli. Cosa posso fare?

- Hai provato a lavarli con Perlana in acqua calda? O forse magari un nodo...

- Incrocia i capezzoli e di in giro che è l'ultimo modello nude look di Valentino.

- La pornostar!

- Datti al tiro alla fune.

- Prova con la motosega.

(Para)noia di: Masso57 a 08/05/2008 14:28 | post e commenti | commenti (71)

lunedì, 05 maggio 2008
Ieri si.

“un po' come le vecchie merende di pomodoro strusciato sul pane (toscano) con olio e sale... o quelle fette di pane imbevute di vin rosso e zucchero. Poi noi bambini si rideva sempre dopo il pane col vin rosso. Erano le merende di quando ci si regalava la bellezza di andare a vendemmiare, non c'erano trattori allora. I bovi tiravano il carro e noi bambini ci si divertiva a stare fra i tini pieni d'uva. Era bello anche sporcarci.”

Queste parole di Beatrice, nel commento al post precedente, hanno aperto una voragine nei miei pensieri: mi hanno riportato ad aprire quella celebre scatola, in cui ci sta un po’ di tutto.
Eccola, allora, la beata spensieratezza con cui uscivo dal portone, entravo nella bottega a fianco e mi facevo fare un bel panino con la mortadella, che “dopo passa la mia mamma a pagare”; ed il sorriso complice che la signora Marisa regalava, insieme con quella fetta in più che metteva nell’imbottitura, perché “il bambino è tanto magrolino”.
O la fine estate, quando con cinquanta lire al chilo riempivamo il baule della macchina di prugne, quelle sugosissime prugne che da lì a poco sarebbero state lavate con la pompa, e sarebbero finite in un pentolone per diventare poi la riserva invernale di confettura; da fare in fretta, perché il pentolone doveva essere a disposizione per la battaglia con migliaia di pomodori che avrebbero, sotto forma di conserva, allietato e nobilitato un anno di spaghetti e maccheroni. Ad avercene, adesso!
Ed il sapore asprigno, ma vivo e vivido, di quella marmellata su una fetta di pane tagliata bella grossa: che, se ti cadeva sulla camicia, erano dolori, “che non viene più via!”. Per non dire del rubarne, ancora bollente, per assicurarsi in breve una condanna al soggiorno obbligato nel locale meno nominabile della casa…
Poi gli amici, quelli con cui ti spacciavi il tempo ed il divertimento, e le relative mamme che chiamavano a raccolta la tribù, spezzando finalissime intercontinentali, assalti al forte, tappe alpine di palline con le foto dei ciclisti, furti di bambole ai danni di bambine dallo strillo acutissimo; le armi di distrazione erano, a seconda dei cortili che ospitavano gli eventi, biscotti fatti in casa, o terribili (per il colesterolo, allora illustre sconosciuto) soffiate imbottite di maionese e wurstel, o ambitissime coppette di budino con le uvette.
Poi, il gusto del pane raffermo che si gonfiava nel caffellatte della mattina, in quel coppone di vetro che era rivelatore del tentativo di bluffare sulla quantità di zucchero che ci buttavi dentro di nascosto……

Basta, richiudiamo la scatola: vado a farmi un cappuccino. Ma, stamattina, con molta schiuma.

(Para)noia di: Masso57 a 05/05/2008 09:05 | post e commenti | commenti (66)

mercoledì, 30 aprile 2008
Rovescio della Medaglia

(…ed il rock italiano anni ’70 stavolta non c’entra). Succede invece che  il caro Enzo mi abbia, bontà sua, incatenato per le sei cose che mi piace fare: ma l’avevo fatto pochi giorni fa, ed allora lo rigiro nelle sei cose che non mi piace fare, e perché. Evito risposte generiche o già ripetute sino alla nausea, tipo l'arroganza, la maleducazione et similia, che in teoria non piacciono a nessuno, ma non si capisce perché siano poi così diffuse nella pratica quotidiana.
Vado:

  1. non mi piace più guidare, specie in città: le esibizioni muscolari di chi, avendo sotto il sedere il macchinone, si ritiene assolto dal rispettare regole, sia stradali che, anche, di educazione benché minima, mi mette persino angoscia; per non dire delle bici contromano, e che qui godono degli stessi sacri principi di intangibilità delle vacche sacre a New Dehli.
  2. non mi piace bere la birra, un po’ perché ho una allergia al luppolo, un po’ per il suo sapore che mi provoca un blocco mentale; e chi l’ha detto che una pizza non si accompagni bene con un prosecco bello fresco?
  3. non mi piace sentire i miei colleghi sputare nel piatto in cui mangiamo: abbiamo la fortuna (rara) di avere un posto di lavoro sicuro, al coperto, al caldo d’inverno ed al fresco d’estate, ed uno stipendio sicuro che consente di vivere più o meno dignitosamente, in funzione delle esigenze che uno sappia poi darsi.
  4. ho l’incubo di un mio vicino di casa, lo incontro sempre, comunque, dovunque. E, trattandosi di persona intrigante, pettegola e curiosa, la cosa mi crea appunto quel tipo di istinto. Scherzandoci sopra, dico che o c’è, o immagino che ci sia: per capirci (e per chi l’abbia visto) come nel film “Tu la conosci Claudia?”, dove Aldo vede in chiunque le fattezze del nemico-rivale Giovanni. Però, arrivare a casa con la spesa nelle sporte trasparenti, e sentirsi dire: “Ah, hai preso le costolette…” non puo’ che suscitar in me la risposta “Certo. Dopo, se vuoi, ti lascio le ossa da spolpare”; oppure, se una sera esco e mi sento dire “Ah..vai ad una riunione?”, forte è la tentazione di dire “No, vado a puttane: se hai 30 euro ti ci porto”.
  5. ecco, a proposito di prostituzione: non riuscirei mai ad andare a fare sesso a pagamento, dato che ho un mio castello mentale in cui i rapporti fisici non sono un fine, ma un mezzo per comunicare i propri sentimenti, seguendo uno stimolo che per me è naturale come il bere, il mangiare, il respirare od il dormire (magari, "après l'amour"…)
  6. non mi piacciono le persone troppo in tiro, quando non sono abituate ad esserlo: per cui, nelle occasioni importanti, mi viene quasi da ridere a vedere il disagio di gente che si nasconda dietro le firme, le cravatte di seta meno accese del rossore da soffocamento, rimpiangendo la comoda t-shirt,  od il tacco 12 che poi giacerà sotto il tavolo, all’apparenza invisibilmente, per dare tregua ai piedini martoriati che rimpiangono, magari, le infradito tanto comode ma “inadeguate”. Certi rossetti che dovrebbero fare "stragnocca", ma che in pratica conferiscono un'aria felliniana, o certi gessati che fanno più pensare ai Soprano's che ad Armani.......
Come al solito, chi volesse riprendere la catena “facci” pure: il prezzo, al solito, un affarone!

(Para)noia di: Masso57 a 30/04/2008 10:35 | post e commenti | commenti (67)

lunedì, 28 aprile 2008
Eh. le giunte rosse.....

"....e poi dice che uno si butta a sinistra..."
(Principe Antonio De Curtis, in arte Totò)


Stamattina leggo questa notizia:
Nelle biglietterie di Trenitalia in Emilia-Romagna
Treni, in maggio abbonamento gratis ai pendolari
 
Infatti (copio dal comunicato ufficiale) dal 24 aprile ci si può rivolgere alle biglietterie di Trenitalia dell’Emilia-Romagna per ottenere l’abbonamento gratuito per il mese di maggio. La Regione, su proposta del Crufer (il Comitato regionale degli utenti ferroviari), ha infatti approvato una delibera che riconosce ai pendolari, a parziale risarcimento dei disservizi subiti, un mese di abbonamento gratuito. Viene così utilizzato il 50% dell’importo delle sanzioni per ritardi e disservizi, comminate a Trenitalia per gli anni 2005-2006-2007, per finanziare un mese di abbonamento gratuito sia per gli abbonati mensili che per quelli annuali. Questo provvedimento interessa circa 30mila persone, cioè gli utenti di Trenitalia con abbonamenti mensili o annuali acquistati nelle biglietterie, rivendite esterne, macchine emettitrici self-service o internet. Il bonus si estende anche agli abbonamenti integrati treno+bus emessi dalle aziende del trasporto pubblico su gomma che hanno accordi in merito con Trenitalia.
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Cosa aggiungere? Credo che a volte certi fatti servano a dimostrare che frasi come "sono tutti uguali", o altre forme acute di antipolitica, siano ottime solo per fare confusione. Da notare che anche nei due anni scorsi la Regione aveva adottato simili delibere: ed, a titolo strettamente personale, aggiungo che questo mese la mia sposa risparmierà quel pizzo di 50€ dovuto al fatto che, con le privatizzazioni, è stata deportata, col suo lavoro, in un'altra città. Ora, ovvio che una cifra del genere non ti cambia la vita, ma una attenzione verso i cittadini di questo tipo non puo' che far piacere. Non so  -e mi piacerebbe tanto saperlo- se anche da altre parti succeda la stessa cosa. Se qualcuno volesse illuminarmi.....

(Para)noia di: Masso57 a 28/04/2008 12:51 | post e commenti | commenti (51)

giovedì, 24 aprile 2008
Ora e sempre

 

La Resistenza
25 Aprile: Resistenza e Democrazia

La Resistenza in Italia sorge in tempi diversi che in altri paesi. In Francia, Polonia, Cecoslovacchia, Jugoslavia, Unione Sovietica la lotta partigiana ha inizio solo quando l’esercito nazista occupa il territorio di quelle Nazioni.
In Italia la matrice della Resistenza è stata la lotta antifascista. Essa, cioè, sorge sul solco lasciato dal pensiero, dall’azione e dal sacrificio degli antifascisti. E’ una strada già segnata da pietre miliari che recano il nome di Giacomo Matteotti, Don Minzoni, Giovanni Amendola, Antonio Gramsci e dei fratelli Rosselli e nella guerra di Liberazione a queste pietre miliari altre si aggiungeranno recanti i nomi di patrioti e di partigiani. Lungo il cammino segnato dalle orme di sacrifici immensi, di crudeli persecuzioni, di sublimi olocausti di giovani vite.
E questo tributo è stato pagato soprattutto dal popolo lavoratore italiano.
Orbene, mentre dopo il primo Risorgimento le masse popolari guardavano allo Stato con ostilità, perché basato sul privilegio, monopolizzato da una minoranza, retto da uno Statuto che concedeva una libertà astratta senza alcun contenuto sociale; dopo il secondo Risorgimento le masse popolari hanno giustamente considerato la Repubblica come una loro conquista, perché esse furono le vere protagoniste della lotta antifascista e della Resistenza. Allo Stato la classe lavoratrice italiana non ha più guardato con ostilità, ma con fiducia, sicura di ottenere finalmente dalla giustizia che le era sempre stata negata. Sarebbe ipocrisia affermare che questa fiducia è stata pienamente soddisfatta. Ancora troppe ingiustizie permangono.
La Carta Costituzionale racchiude in sé il patrimonio politico, sociale e morale della lotta antifascista e della Resistenza se essa fosse applicata integralmente, darebbe alla libertà il suo naturale contenuto sociale ed oltre alla democrazia politica avremmo una democrazia economica e sociale. Diverrebbe allora la libertà una conquista duratura, radicata nelle masse lavoratrice e non più alla mercé di pericolose avventure. Ma norme fondamentali della Costituzione sono tuttora lettera morta.
Non si potrà parlare di vera democrazia, finché, ad esempio, resterà in vigore una legge di pubblica sicurezza, che è sempre quella fascista: finché vi saranno italiani privi di lavoro, amara realtà in contrasto con l’art.4 della Costituzione, il quale riconosce ad ogni cittadino il diritto al lavoro. Un uomo non sarà mai veramente libero, se non sarà liberato dall’incubo del bisogno.
Non si avrà una democrazia finché vi saranno lavoratori vecchi, i quali non possono godere di una pensione che consenta loro di vivere dignitosamente gli ultimi anni della loro esistenza.
La democrazia, conquistata dalla classe lavoratrice, deve entrare in tutti i settori della vita nazionale e deve, quindi, entrare anche nelle fabbriche con l’attuazione dello Statuto dei lavoratori. Nelle fabbriche i veri protagonisti sono le maestranze, i tecnici, i dirigenti ed esse non possono essere considerate un feudo d’una minoranza o di un singolo. Inoltre il lavoratore deve rispondere del suo lavoro, non della sua tessera politica.
Deve divenire una realtà l’art.1 della Costituzione, il quale afferma “essere l’Italia una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. Necessario, perciò, riformare le strutture dello Stato, vecchie di cent’anni, soprattutto perché lo Stato diventi strumento delle forze popolari.
Ma non avremmo mai una sana e vera democrazia e tradiremmo il disinteressato sacrificio dei nostri caduti, che solo ad un alto ideale di libertà hanno fieramente offerto la loro vita, se non vigilassimo perché con onestà e rettitudine sia amministrata la cosa pubblica. La corruzione è nemica della libertà ed apre la strada a pericolose avventure.
Entri la democrazia, questa conquista della Resistenza nelle scuole.
Grave e serio problema quello che ci hanno posto i giovani. E' vero, l'hanno posto con violenza alla classe dirigente politica, la quale avrebbe dovuto risolvere a suo tempo, evitando, così esasperate manifestazioni.
Ma il problema esiste e non potrà mai essere risolto con la polizia. E' un problema non solo di più moderne ed adeguate attrezzature della scuola e di rinnovamento dei programmi per renderli più aderenti al nostro tempo. E' anche soprattutto un problema di democrazia.
I giovani non possono accontentarsi della fredda e spesso stereotipata lezione cattedratica; essi chiedono giustamente seminari e gruppi di studio. Ed hanno ragione. I professori non assolverebbero degnamente il loro alto e nobile compito, se intendessero stabilire un rigido rapporto gerarchico tra essi e i loro allievi. I professori, cioè, debbono stabilire rapporti umani con la gioventù studentesca, sentirsi ''maestri'' nell'accezione antica della parola e quindi discutere con i loro discepoli, ascoltare i loro dissensi, le loro ansie, prendere in esame le loro proposte. Gli insegnanti non possono limitarsi ad adornare meccanicamente le menti dei giovani di cognizioni di cultura. Se così facessero, si ridurrebbero ad essere dei costruttori di perfetti ''robot''.
Un altro e più nobile compito essi hanno. Hanno il compito, prima di tutto, di plasmare la coscienza dei giovani, di fare di questi giovani degli uomini liberi. Perché, nessuno lo dimentichi: i giovani di oggi saranno i dirigenti di domani della nostra società. Se il solco di diffidenza ed anche di ostilità che divide gli anziani dai giovani, non sarà colmato da una umana reciproca comprensione, giorni tristi maturerebbero per la nostra democrazia e andrebbe disperso il patrimonio morale e politico della Resistenza.
Se questo accadesse, fallirebbe l'attuale classe dirigente, come fallì la clarsse dirigente che fu travolta dal fascismo.
Noi abbiamo fiducia nei giovani e li esortiamo a non guardare più con ostilità allo Stato, alla nostra società, ma consapevoli delle loro responsabilità di domani si sentano sin da oggi dello Stato e della società parte operante: si sentano partecipi del divenire democratico del nostro Paese. Noi anziani siamo certi che essi saranno quello che seppero essere i giovani artefici della Resistenza: uomini liberi. E potremmo serenamente guardare alla fine della nostra giornata persuasi di consegnare il patrimonio della Resistenza in mani valide; sicuri che la democrazia sarà sempre difesa e non conoscerà più tramonti.

 

SANDRO PERTINI

 su "Lavoro nuovo", 25 aprile 1968


 

__________

Grazie, per questa iniziativa

 

(Para)noia di: Masso57 a 24/04/2008 11:10 | post e commenti | commenti (40)

martedì, 22 aprile 2008
The chain

Adesso che riesco ad avere un po' di tempo in più per la Rete, avevo bisogno di lasciare qui un qualcosa che mi permettesse di sgattaiolare e leggervi tutti quanti, ho pacchi di letture arrtetrate su cui dissetarmi.
Allora colgo l'occasione di unire il mio animo ludico al fatto di essere stato incatenato da Iosempreio nelle sei cose che mi piace fare.
"Non valgono le cose che piacciono a tutti, per scoprire se possibile, qualcosa di insolito del proprio carattere": capisco, e mi adeguo.
Le regole sono quelle consuete di questi giochi: segnalare (con un link) chi ci ha nominati, pubblicare le regole stesse nel post dove si raccoglie il testimone, sbolognare la catena ad altri sei blogger comunicando loro l'invito. Ecco, questo non lo farò, chi vuole (o chi non lo ha già fatto, arrivando da buon ultimo non posso accampare pretese...) si accomodi pure.

Dopo lunga scrematura, ho deciso di scegliere queste sei sensazioni:
 
1)   L'odore della pioggia: sull'asfalto quando inizia a scendere, sulla terra quando la inzuppa per bene, sulle foglie autunnali.
2)   Il profumo dei negozi antichi, quelli col pavimento ed i soffitti in legno; se poi negozi di stoffe e tessuti, o librerie, ancora meglio.
3)   Amo il vento: quando soffia in faccia, quando in riva al mare ti nebulizza in faccia (o sugli occhiali), o sulla pelle, l'acqua, quando lo senti fischiare sotto porte o finestre, quando in bici ti spinge come per sollevarti dalla fatica del pedalare, o ti viene addosso per  farti capire che sei niente, e te la devi pure faticare, questa tua nullità.
4)   Arrivare in casa, cavarsi via le scarpe e camminare scalzo: sa di casa, di isola, di sè (sempre che i piedi siano puliti, chè altrimenti sono ben altri gli effluvi, e di conseguenza le sensazioni).
5)   L'acqua calda della doccia, il chiudersi sotto ed isolarsi, lasciarsela scorrere addosso mentre il sacco dei pensieri puo' liberamente liberare i suoi contenuti. Io ho avuto ben poche intuizioni intelligenti in vita mia, ma quasi tutte si sono sviluppate sotto la doccia. Sarà un caso?
6)   Stare ad ascoltare il prossimo: chiunque ha sempre qualcosa da darti e da dirti, e col tempo riesci anche a capire se abbia una maschera o se ti stia mostrando davvero il suo volto nudo. Per questo, forse, ho sempre ammirato le ragazze senza trucco: l'estetica magari ci rimetteva, ma mi sciolgo di fronte ad occhi lucidi di riso o di malinconia. E diffido da chi ti parla senza togliersi gli occhiali da sole.......

A voi la parola, sempre che qualcuno ne abbia ancora voglia.
___________
(Che ne dite di questo pezzo leggerino leggerino, ma che incatena a sua volta?)

(Para)noia di: Masso57 a 22/04/2008 08:53 | post e commenti | commenti (55)

sabato, 19 aprile 2008
Del tutto personale

Di sicuro succede a tutti, ma il navigare sulla Rete mi ispira; e questo si riflette sulle cose che poi racconto qui.
Suggestioni, riflessioni, emozioni.
Ma anche fantasie distorte, nel bene e nel male.

Nel bene: prima stavo vagando a caso dentro Flickr (perfetto per perdersi con la fantasia: sei li per pubblicare la foto del tuo gatto, poi magari dai uno sguardo alle foto dei tuoi amici, e ti ritrovi a ficcanasare nell'album delle vacanze di un perfetto sconosciuto, ad ammirare un'alba sul Tibet, la skyline di London Town, i colori della metropolitana di Tokio) e mi sono impuntato su una foto.
Una foto normale, come tante.
Scattata da chissà chi, ma si vedeva chiaramente dove: proprio qui, nella cittadella.
Una ragazza, una ragazza bellina davvero, seduta al tavolino di un caffè.
Ma non è importante la ragazza, quanto quello che c'era tutto intorno: una tazza da cappuccino sul tavolo, un pacchetto di sigarette, poche sedie di legno; dalla vetrata che dà sulla strada si intravedevano biciclette appoggiate ad una colonna del porticato; e, soprattutto, l'atmosfera di un luogo piccolo e senza troppe pretese che, quelle volte che mi sono fermato a prendere un distratto caffè, non avevo mai notato. Atmosfera che l'ignoto finnico aveva saputo restituire coi calori caldi e l'affetto di chi ha immortalato un ricordo caro e coinvolgente.
Non metto il link alla foto: nelle foto, così come nei quadri, ognuno può vederci quel che vuole, e magari a voi potrebbe non dire nulla; io ci ho letto con altri occhi un posto che ho visto senza guardarlo mai davvero, quindi estraneo nel suo teoricamente essermi familiare.

Nel male: mi sono tolto lo sfizio di curiosare nei voti degli elettori all'estero, e vorrei conoscerli, i 7 elettori Socialisti di Boston, o il valoroso elettore (uno!) della SA a Gibuti e quello Udc a Teheran; da sottolineare il successo clamoroso del PD in Congo, Giappone e Cina (oltre il 50%), compensato peraltro dal 61% del PdL alle Seychelles; e poi, i 1092 elettori di "Sicilia per il Sud" nella vicina Svizzera; e non vorrei mai discutere con quell'elettore unico (e PDL) ad Haiti, mentre berrei volentieri qualcosa con i 5 dipietristi ucraini.

Ditemelo sinceramente: devo farmi vedere da uno bravo?
(ed a proposito del navigare...)

 

(Para)noia di: Masso57 a 19/04/2008 17:51 | post e commenti | commenti (44)

 


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